Aziende antifragili e leadership autentica: la mia esperienza all’evento OSA360

7 novembre - Superstudio Maxi di Milano

Aziende antifragili e leadership autentica: la mia esperienza all’evento OSA360

Partecipare alla 6ª edizione di #OSA360 è stato un momento intenso e indimenticabile. Anche a distanza di giorni, l’energia di quel palco è ancora viva. Davanti a una platea straordinaria – una community che in sei edizioni ha coinvolto oltre 13.000 imprenditori e imprenditrici – ho sentito la responsabilità e il piacere di condividere ciò che ho imparato sul modo di guidare le aziende in un mondo che cambia a una velocità senza precedenti.

Ho raccontato di quando, nel 2002, durante i miei studi in Inghilterra, compresi per la prima volta quanto le strutture gerarchiche tradizionali – così radicate nelle aziende italiane – rischino oggi di diventare un limite. In un’epoca più lenta potevano funzionare; ma oggi, tra crisi globali, guerre, epidemie e rivoluzioni tecnologiche sempre più rapide, si trasformano in fragilità. Le imprese hanno bisogno di altro: hanno bisogno di diventare antifragili, capaci non solo di resistere agli shock, ma di migliorare proprio grazie alle difficoltà.

Nel mio percorso da CEO ho sperimentato entrambe le direzioni: prima eliminando regole e organigrammi, pensando che più libertà generasse più innovazione; poi scoprendo che la troppa libertà crea immobilismo e confusione. La vera autonomia nasce da regole condivise, da quei vincoli che non limitano, ma abilitano. Come le linee di un campo da gioco: non intralciano, rendono possibile la partita.

Con il supporto di consulenti esperti abbiamo introdotto modelli organizzativi ispirati all’Holacracy, spostando il potere operativo verso le persone, definendo ruoli più chiari – oggi ne ricopro sette distinti –, aumentando trasparenza e responsabilità diffusa. Ho condiviso un principio che guida ogni giorno il nostro lavoro: la responsabilità non si delega, si abilita. E prendersi cura delle persone non significa controllarle, ma creare le condizioni perché possano esprimersi liberamente.

Sul palco ho parlato anche di futuro: un futuro che appartiene a chi saprà integrare le intelligenze umane e artificiali, rivedere i processi, sperimentare, sbagliare e imparare senza fermarsi al ROI immediato. Essere antifragili significa proprio questo: crescere attraverso ciò che ci mette alla prova, evolvere ogni volta che il mondo cambia.

E mentre guardavo quella platea, ho capito che questo futuro è già cominciato. La mia prima standing ovation è stata un’emozione enorme, un segnale chiaro che c’è desiderio di cambiamento, di un nuovo modo di fare impresa, più umano, più coraggioso, più evoluto.

Un grazie speciale a Mirco Gasparotto per l’opportunità di portare questi temi sul palco di OSA360.
Investiamo nel nostro futuro e in quello del nostro Paese: sbagliamo, impariamo, evolviamo. Sempre.

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